Aforismi di un pazzo

Main Menu

  • Politica
    • L’alba dei funerali di uno Stato
      • Chi sono le Brigate Rosse
      • Archivio
      • Documentazione
      • Fonti
    • Nessuno è Stato
      • Francesco Lorusso
      • Giorgiana Masi
      • Carlo Giuliani
      • Federico Aldrovandi
  • Scrittura
    • On Writing
      • Abulafia
      • Aforismi di un pazzo
      • Nuovi Racconti
      • Poker di donne
      • Vortici d’emozioni
    • Music 4 your Soul
    • Perle di cellulosa
    • Ufficio Informazioni Inutili
  • Recensioni
    • Film
    • Libri
    • Storia
  • Proponi un romanzo

logo

  • Politica
    • L’alba dei funerali di uno Stato
      • Chi sono le Brigate Rosse
      • Archivio
      • Documentazione
      • Fonti
    • Nessuno è Stato
      • Francesco Lorusso
      • Giorgiana Masi
      • Carlo Giuliani
      • Federico Aldrovandi
  • Scrittura
    • On Writing
      • Abulafia
      • Aforismi di un pazzo
      • Nuovi Racconti
      • Poker di donne
      • Vortici d’emozioni
    • Music 4 your Soul
    • Perle di cellulosa
    • Ufficio Informazioni Inutili
  • Recensioni
    • Film
    • Libri
    • Storia
  • Proponi un romanzo

Login

Welcome! Login in to your account
Lost your password?

Lost Password

Back to login
Brigate Rosse
Home›L'alba dei funerali di uno Stato›Brigate Rosse›16 Luglio 1975

16 Luglio 1975

By zorba
15 Luglio 1975
239
0
Share:

A Torino viene arrestata Cesarina Carletti, di 63 anni come complice delle Brigate Rosse.

Cesarina Carletti ha 63 anni, si guadagna da vivere dietro ad un banco di chincaglierie a Porta Palazzo, dove tutti la conoscono come «Nonna Mao». Durante la Resistenza è stata staffetta partigiana. L’accusa è di «apologia dell’associazione sovversiva e partecipazione»: più volte, dicono gli inquirenti, ha avuto contatti con brigatisti rossi, soprattutto con Buonavita, e la sua bancarella è stata sovente luogo di distribuzione dei comunicati dell’organizzazione: per questi reati l’arresto è obbligatorio. Alle spalle ha un’esistenza tragica. Di famiglia antifascista, aveva intrapreso studi classici, ma superato il primo anno di liceo, rinunciò al diploma quando le fecero capire che era «opportuno procurarsi la tessera di “giovane fascista”». S’impiegò in uno studio notarile. Otto anni di tranquillo lavoro, ottenne quindi un posto in banca: vi rimase sei mesi, poi la direzione scoprì che non aveva la tessera del PNF. Licenziamento. Dall’8 Settembre 1943 fa parte delle formazioni partigiane «Giustizia e Libertà». Viene chiamata «Cesi», le affidano l’incarico di mantenere i contatti fra i gruppi che operano in città e le formazioni di montagna, nelle valli di Lanzo. Si sposta di continuo, nel manicotto di pelliccia tiene sempre la pistola. Di giorno porta ordini, la notte attacca manifesti sui muri delle case del fascio. Colloca anche cariche di esplosivo, e molti la indicano come «la dinamitarda». È arrestata il 10 Dicembre 1943, mentre accompagna in montagna alcune reclute partigiane: due sono spie. Cinque giorni di «casa littoria», centoventi ore di incubo. Interrogatori, percosse, poi il trasferimento nella caserma in via Asti. Sevizie, torture, altri interrogatori massacranti: si pretendono, da lei, nomi e indirizzi. Incapaci di strapparle la verità, le «brigate nere» la consegnano alle SS. Scomparve nell’Albergo Nazionale, quartier generale dei torturatori tedeschi: per tre giorni venne tenuta nella stanza numero 33. Altre sevizie, quindi trasferimento alle carceri «Nuove», in attesa di processo. Sette mesi, due processi, la condanna a morte, poi trasformata in deportazione in un lager tedesco. La lunga strada verso l’ignoto cominciò il 26 Giugno 1944, in un carro bestiame: destinazione Schoenfeld. Quando l’avevano catturata era 70 chili, il giorno che venne liberata dalle truppe sovietiche ne pesava meno della metà.

Anche se il suo nome appare più volte nei fascicoli del processo numero 594/74 sulle attività delle Brigate Rosse, Cesarina Carletti ha sovente affermato di non condividere la condotta dell’organizzazione. Il giudice istruttore la interroga, due giorni dopo l’arresto la rimette in libertà provvisoria. È rinviata a giudizio

«per avere in Torino, dal 1972 all’autunno del ’74, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso con altri e in particolare con Buonavita Alfredo, fatto pubblica istigazione alla commissione del delitto di associazione sovversiva e costituzione di banda armata e apologia di delitti detti reati e di altri connessi (sequestri di persona, rapine) diffondendo al pubblico ciclostilati stampati dalle BR in occasione dei sequestri Macchiarini, Labate, Amerio, Sossi, del duplice omicidio della sede del MSI di Padova, dell’arresto di Curcio e Franceschini, nei quali, esaltando l’attività dell’associazione sovversiva delle BR e i singoli fatti criminosi da esse commessi tra l’altro, si istigava il pubblico alla lotta armata al cuore dello stato e a “trasformare la crisi di regime in lotta armata per il comunismo”».

[su_tabs active=”4″][su_tab title=”Audio”]nessun audio presente[/su_tab] [su_tab title=”Immagini”]nessun immagine presente[/su_tab] [su_tab title=”Video”]nessun video presente[/su_tab] [su_tab title=”Fonti”]

  • Vincenzo Tessandori. BR Imputazione: banda armata. Cronaca e documenti delle Brigate Rosse.

[/su_tab][/su_tabs]

TagsAlfredo BonavitaCesarina Carlettitorino
Previous Article

15 Luglio 1975

Next Article

17 Luglio 1975

0
Shares
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Related articles More from author

  • Brigate Rosse

    27 Febbraio 1972

    27 Febbraio 1972
    By zorba
  • Brigate Rosse

    23 Maggio 1974

    23 Maggio 1974
    By zorba
  • Aldo MoroBrigate Rosse

    20 Aprile 1978

    20 Aprile 1978
    By zorba
  • Anni di piomboBrigate Rosse

    28 Maggio 1974

    28 Maggio 1974
    By zorba
  • Aldo MoroBrigate Rosse

    10 Aprile 1978

    10 Aprile 1978
    By zorba
  • Brigate Rosse

    17 Maggio 1976

    17 Maggio 1976
    By zorba

Leave a reply Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

L'alba dei funerali di uno stato

    Words of Fame

    “Quando qualcuno ti dice che è una lunga storia, è solo un modo cortese di informarti che non te la racconterà mai”

    — Hugh Laurie, Il venditore di armi
    Accedi

    Tutto il materiale presente su questo blog è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia

    Friends

    • AlterNative
    • imPerfezioni
    • Linea di Confine
    • Nella Gabbia del Merlo
    • NoTAV Brescia
    • Se un ribelle spento
    • Aforismi di un pazzo su Facebook
    • Aforismi di un pazzo su Twitter
    • Aforismi di un pazzo su Instagram
    • Aforismi di un pazzo su Tumblr
    • Aforismi di un pazzo su YouTube
    • Privacy Policy
    • Contattaci
    Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.