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Socialize&Politicize
Home›Socialize&Politicize›Volando sopra la crisi

Volando sopra la crisi

By zorba
6 Dicembre 2011
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gli f35 dell'aeroporto di cameri

Questa crisi e’ strana. Questo nuovo governo e’ strano. Questa crisi mondiale totale, quest’orlo del baratro del crollo del Capitalismo. Questi dirigenti di banca, questi economisti, questi professori. Tutto è strano. La crisi ci opprime, i nostri governanti, da sempre, hanno deciso di sorvolarla. Come?

Monti vara la manovra da 25 miliardi di euro, quella manovra che ci salverà dalla crisi, che ci riporterà tra le grandi d’Europa. Come se saldare dei debiti coi tagli e i sacrifici (di pochi) facesse crescere le aziende.

Volete sapere come si risolve la crisi? Con l’innovazione. E con i tagli alla guerra, che tanto di ricchezza non ne porta. O meglio: la porta sempre ai soliti. A quelli che non fanno i sacrifici per il paese ma sacrificano il paese ai loro profitti. Interessa sapere la spesa Italiana del 2011 per la guerra? Interessa? 24,9 miliardi di euro. Il debito recuperato con un solo taglio, con un taglio che fa del bene al mondo e non fa male a nessuno. Non togliamo tutto, ok. Vediamo cosa togliere e cosa lasciare?

16 febbraio 2011: Il Senato approva con voto bipartisan il rifinanziamento delle missioni militari all’estero nei primi sei mesi, dei 2011, per una spesa di 754,3 milioni di euro (1,5 mld all’anno). 410 milioni (2,26 mln al giorno) sono per I’Afghanistan, dove saranno impiegati 4350 uomini, 883 mezzi terrestri e 34 velivoli (caccia-bombardieri, elicotteri, droni).
In nove anni e mezzo questa inutile campagna militare ha risucchiato dalle esangui casse dello Stato più di 3 miliardi di euro.

Mentre si votano i tagli all’Università l’Italia prevede una spesa di circa 18 miliardi solo per l’acquisto dei famigerati aerei F-35 (da aggiungere a quella degli Eurofighter europei in produzione).

Le spese militari stanziate complessivamente per l’anno 2011 sono di 24,9 miliardi di euro. Ai sistemi d’arma sono dedicati 3453 mln di euro (+8,4% rispetto al 2010) dalla Difesa e altri 2.248 mln dal Ministero dello Sviluppo Economico (per le strutture – vedi p. es. la linea di montaggio finale degli F-35 a Cameri (NO) e il previsto hub aereo a Pisa).
Fonte: www.nof35.org

Raccontateglielo a quegli operai che devono lavorare un anno e 9 mesi in più che si fanno il culo da 40 anni perché il nostro stato continui ad essere servo degli USA.

Nel 1998 Massimo D’Alema firma l’accordo con gli Stati Uniti per creare uno stabilimento di assemblaggio del cacciabombardiere di quinta generazione F-35, i cui progetti (totalmente statiunitensi) hanno meno di 2 anni e non verranno completati prima del 2004. Continuano a firmare questo accordo anche il primo governo Berlusconi, quello di Romano Prodi e il secondo di Silvio Berlusconi. Nel 2006 cominciano a volare i primi prototipi, il governo italiano è entusiasta: il diessino Forceri firma l’accordo definitivo per far partire nell’aeroporto militare di Cameri in provincia di Novara i processi di assemblaggio del magnifico velivolo.

Questa bella pensata bipartisan (perché coi soldi, con la guerra e con gli USA destra e sinistra sono invariabilmente d’accordo) ci costerà fino al 2013, anno in cui i primi F35 usciranno da questa fabbrica italiana, 1931 milioni di dollari. E solo per produrli, perché poi dovremo comunque acquistarli dai nostri simpatici padroni a stelle strisce ad una modica cifra che oscilla tra i 45 e i 55 milioni di euro. Se tutto va bene. I più sostengono che con allestimenti particolari, aggiornamenti vari di software (“War 2.0?!?!?”) la cifra potrebbe toccare i 100 milioni di dollari. Moltiplicata per 100, numero dei magnifici veivoli che andranno a comporre la nostra magnifica flotta.

Spesa totale per avere i nostri giocattolini da mandare in Medio Oriente a cacciare bombe per conquistarci le nostre briciole di petrolio? Una decina di miliardi di euro. Metà del nostro debito è stato fatto per comprare altre macchine di morte, che noi finanziamo con le nostre tasse, con le nostre aliquote sempre più alte, con i prezzi più alti per l’IVA più alta, con 1 euro in più al litro per comprare benzina per le nostre automobili. Che nemmeno volano.

Come al solito senza averne nulla in cambio.

Qualcuno ce l’ha chiesto?

Le sofferenze sempre ai soliti. A noi, poveri bambini che dobbiamo sempre essere tenuti all’oscuro di tutto.

Tanto a loro che gli interessa? Si tengano le loro lacrime di coccodrillo, tanto loro ci volano sopra la crisi…

PS Chiudere il progetto degli F35 all’aeroporto di Cameri non vuol dire lasciare a casa gli operai che ci lavorano, visto che producono anche altri velivoli. Vuol dire scegliere con oculatezza cosa tagliare e cosa no.

Tagsaeroporto militare di camericrisidebitof-35guerramario monti
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