9 Marzo 1974
A Sesto San Giovanni viene distrutta con un rogo l’auto di Giuseppe Lunghi, direttore della Breda Fucine.
L’azione viene firmata dalle Brigate Rosse con un volantino.
[su_spoiler title=”Testo del volantino sull’incendio dell’auto di Giuseppe Lunghi” style=”fancy”]
Chi è Lunghi lo sappiamo tutti: come capo della produzione è il principale responsabile dei ritmi, delle nocività, dell’organizzazione del lavoro. È altrettanto famoso per i suoi atteggiamenti repressivi (è lui che promuove i provvedimenti disciplinari), che cerca di mascherare con la politica paternalistica della pacca che ti incula prima ancora di riceverla. Scopo dell’azione non era quello di vendicare i torti che da anni subiamo, ma quello di colpire colui che gestendo per conto del padrone il potere nella fabbrica, si è assunto la sua parte di responsabilità. Inoltre, avvertire tutti coloro che svolgono analoghe funzioni, traendone più o meno grossi benefici sulla pelle della classe operaia: costoro, se hanno potuto nascondersi dietro il paternalismo, la falsa «dialettica democratica» e il fatto che, in ultima analisi, sono soltanto dei servi, d’ora in poi saranno attentamente sorvegliati, giudicati e puniti. Compagni, non è calando le braghe che riusciremo a difendere i nostri interessi e a battere le manovre reazionarie dei padroni e della Democrazia Cristiana. Combattere il potere dei padroni e dei loro servi in fabbrica è il primo passo per la costruzione del potere proletario armato.
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Testi
- Vincenzo Tessandori. BR Imputazione: banda armata. Cronaca e documenti delle Brigate Rosse.
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