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Brigate Rosse
Home›L'alba dei funerali di uno Stato›Brigate Rosse›21 Maggio 1974

21 Maggio 1974

By zorba
21 Maggio 1974
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Viene diffuso il Comunicato n°7 sul Sequestro Sossi.

Allo scopo di vanificare le difficoltà frapposte dal governo per la concessione del passaporto, viene fissato come luogo di asilo per i detenuti liberati l’ambasciata cubana presso la Santa Sede.

Insieme al comunicato viene consegnato un messaggio autografo in cui Sossi assicura di stare bene mettendo così fine a certe voci circa il suo stato di salute:

“Avuta notizia dell’avvenuta concessione della libertà provvisoria agli imputati del gruppo 22 Ottobre ed avuta notizia della condizione consistente nella garanzia della mia incolumità attuale, confermo di essere in buona salute.”

Mario Sossi

Ma il procuratore generale Coco rifiuta di dare esecuzione alla sentenza della Corte di assise d’appello («Prima venga restituito Sossi vivo, poi attueremo l’ordinanza di libertà provvisoria degli otto detenuti»), e Cuba non è disponibile ad accogliere nella propria ambasciata in Vaticano i detenuti scarcerati. La situazione è di fatto paralizzata.

Ricorderà Franceschini:

«Ci riuniamo io, Curcio e Moretti, per decidere cosa fare. La situazione è complicata dal fatto che sulla villetta dove teniamo Sossi ogni tanto passa a volo radente un elicottero; poi in quel posto isolato di campagna, sempre deserto, da qualche giorno si vedono spesso degli strani ciclisti, oppure ci arrivano delle coppiette… Ho l’impressione che ci abbiano scoperti, e che ci stiano tenendo d’occhio. Se è così, è probabile che stiano preparando un blitz, e in quel caso ci ammazzeranno tutti – compreso Sossi – come è successo nel carcere di Alessandria.

Io voglio liberare il prigioniero, perché comunque, politicamente, abbiamo già vinto su tutta la linea; oltretutto, Sossi è così incazzato che diventerà una mina vagante per lo Stato… Invece Moretti vuole che ammazziamo l’ostaggio, subito. Non capisco perché, mi sembra un’assurdità, ma lui insiste, non sente ragioni, così ci scontriamo con durezza. Curcio fa da mediatore, e propone di consultare i responsabili delle varie brigate per conoscere il loro parere.

Torno alla villetta, e senza perdere un minuto, insieme a Mara e Bertolazzi che la pensano come me, prepariamo il rilascio di Sossi. Lui ci chiede di “truccarlo” perché nessuno lo riconosca, di dargli un documento falso, e di rilasciarlo lontano da Genova: ha il terrore di finire in mano alla polizia o ai carabinieri e di fare una brutta fine… Così lo “trucchiamo”, gli diamo documenti falsi, lo portiamo in macchina a Milano; là gli diamo un biglietto del treno per Genova, una copia del comunicato numero 8, e lo liberiamo. È il 23 maggio»

[su_spoiler title=”Testo integrale del Comunicato n°7 sul Sequestro Sossi” style=”fancy”]

Comunicato n°7

Ci vengono chieste garanzie sulla incolumità e sulla liberazione del prigioniero MARIO SOSSI. Rispondiamo che la sua incolumità e la sua liberazione sono garantite innanzitutto dall’esecuzione dell’ordinanza di libertà provvisoria, nonché dal fatto che gli 8 compagni del 22 Ottobre trovino asilo nell’ambasciata cubana presso lo stato della città del Vaticano. Questo affinché sia garantita la loro incolumità, data la posizione assunta dal governo italiano. Riconfermiamo che nelle 24 ore successive alla liberazione dei compagni secondo le modalità indicate, il prigioniero Mario Sossi verrà senz’altro posto in libertà. Questa è la nostra parola.

[/su_spoiler]

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[su_tabs active=”4″][su_tab title=”Audio”]nessun audio presente[/su_tab] [su_tab title=”Immagini”]nessun immagine presente[/su_tab] [su_tab title=”Video”]nessun video presente[/su_tab] [su_tab title=”Fonti”]

  • Archivio ‘900
  • Pino Casamassima, Il libro nero delle Brigate Rosse

[/su_tab][/su_tabs]

TagsAlberto FranceschinicomunicatiFrancesco CocoMargherita Cagolmario morettiMario SossiPiero Bertolazzirenato curcioXXII ottobre
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