Ore ?:??
Raffele Fiore e Bruno Seghetti, durante la notte, squarciano le gomme del furgone Ford Transit del Fioraio Antonio Spiriticchio in Via Brunetti 42: il furgone era sempre parcheggiato per lavoro all’incrocio di Via Fani, avrebbe potuto intralciare l’azione e correre il rischio di essere coinvolto nel conflitto a fuoco.
ore 8:45
Gli uomini della scorta di Aldo Moro sono in attesa sotto casa in Via del Forte Trionfale 79 per accompagnarlo in Parlamento.
I brigatisti arrivano in Via Fani in piccoli gruppi:
- Valerio Morucci (Matteo)
Mitra FNAB 43 – Pistola Browning HP
Fiat 127, abbandonata poi nei pressi del mercato Trionfale. Poi Autobianchi A112 fino a Via Stresa.
- Franco Bonisoli (Luigi)
Mitra FNAB 43 – Pistola Beretta M51
Fiat 127, abbandonata poi nei pressi del mercato Trionfale. Poi Autobianchi A112 fino a Via Stresa.
- Prospero Gallinari (Giuseppe)
Mitra TZ45 – Pistola Smith&Wesson 39
- Raffaele Fiore (Marcello)
Mitragliatrice Beretta M12 – Pistola Browning HP
I quattro, vestiti da aviatori Alitalia (con completo di berretto), si nascondono dietro le siepi del bar Olivetti, siepi composte da pitosforo ed edera, chiuso per lavori e con le saracinesche abbassate, e si dividono in due coppie fingendo di parlare.
- Mario Moretti (Maurizio)
Mitra Beretta MAB 38 – Pistola Browning HP
Fiat 128 con targa diplomatica, ferma sulla destra di via Fani subito dopo via Sangemini, pronto a muovere verso l’incrocio di via Stresa.
- Alessio Casimirri (Camillo)
Fucile M1 calibro 30
Fiat 128 Bianca, in attesa sullo stesso lato di Via Fani, poco più avanti di Moretti
- Alvaro Lojacono (Otello)
Fucile M1 calibro 30
Fiat 128 Bianca, in attesa sullo stesso lato di Via Fani, poco più avanti di Moretti
- Barbara Balzerani (Sara)
Mitraglietta Vz 61 Skorpion
Fiat 128 Blu, dall’altra parte dell’incrocio di Via Stresa, rivolta con il muso verso l’arrivo del convoglio.
- Bruno Seghetti (Claudio)
Fiat 132 Blu, ferma contromano sul lato sinistro della strada, avrebbe dovuto fare retromarcia per caricare Moro.
- Una A112, ferma senza occupanti sul lato destro di Via Stresa, a venti metri dall’incrocio.
ore 8:55
Aldo Moro scende di casa e viene accompagnato dal maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi (suo fedele collaboratore da molti anni) all’auto di rappresentanza, una Fiat L130 targata ROMA LL59812, dove si siede sui sedili posteriori. A guidare l’auto è il carabiniere Domenico Ricci (42 anni) con accanto il maresciallo Leonardi (52 anni), responsabile della sicurezza.
Sull’auto della scorta, un’Alfetta targata Roma S93393 ci sono la guardia di P.S. Giulio Rivera (24 anni) e il vicebrigadiere di Pubblica sicurezza Francesco Zizzi (30 anni) e la guardia di P.S. Raffaele Iozzino, 25 anni.
ore 8:57
Il convoglio, composto dall’auto del presidente e quella della scorta, si muove a velocità sostenuta in direzione di via della Camilluccia, mentre Aldo Moro consulta i giornali del mattino. È prevista una sosta (abituale) nella Chiesa di Santa Chiara.
Ore 9:00
Rita Algranati (Marzia), una giovane brigatista appostata all’inizio di via Fani, vede arrivare il convoglio delle auto dell’onorevole Moro e con un mazzo di fiori in mano segnala l’arrivo a Mario Moretti: subito dopo abbandona il luogo dell’azione su un ciclomotore.
Moretti parte a sua volta e si inserisce proprio davanti al convoglio del presidente, rallentando l’andatura senza farsi superare. Sorpassa una Fiat 500 (a sua volta superata dal convoglio) e si ferma leggermente di traverso allo stop su Via Stresa, cercando di occupare la maggior parte della carreggiata.
ore 9:02
I quattro brigatisti travestiti da avieri escono da dietro la siepe del Bar Olivetti, estraggono i mitra dalle borse di cuoio (anch’esse con il logo Alitalia), si portano al centro della carreggiata e aprono il fuoco. Morucci e Fiore verso la Fiat 130 del presidente, Gallinari e Bonisoli verso l’Alfetta.
Valerio Morucci spara attraverso il parabrezza con l’FNAB-43 e colpisce ripetutamente il maresciallo Leonardi, ma Raffaele Fiore (che aveva il compito di uccidere l’autista della Fiat 130, appuntato Ricci) dopo pochi colpi inceppa il suo mitra M12; sostituisce il caricatore ma non riesce più a sparare.
Contemporaneamente anche gli altri due brigatisti, Gallinari, armato di un mitra TZ45, e Bonisoli, con un altro FNAB-43, si avvicinano all’Alfetta: aprono il fuoco subito contro la scorta.
Alle spalle delle due auto dell’onorevole Moro si sono intanto portati Casimirri e Lojacono che bloccano il traffico lungo via Fani con la loro Fiat 128 bianca e provvedono a intimidire con le armi le poche persone presenti sul luogo e il figlio del giornalaio dell’edicola posta lungo via Fani.
Nel frattempo anche Barbara Balzerani si è portata all’incrocio di via Stresa e con la mitraglietta Skorpion controlla e blocca il flusso delle auto da quella direzione mentre alle sue spalle infuria il conflitto a fuoco.
Anche i due brigatisti impegnati contro l’Alfetta hanno problemi con le loro armi: Gallinari riesce a sparare per alcuni secondi prima che anche il suo mitra si inceppi, e continua a sparare con la sua pistola Smith&Wesson M39, mentre Bonisoli spara circa un caricatore contro gli agenti dell’Alfetta.
L’appuntato Ricci cerca di sfuggire alla trappola, mentre Fiore cerca di risolvere i problemi del suo M12, facendo manovra svariate volte: ma essendo bloccato dall’Alfetta e dalla Fiat 128 di Moretti non trova una via d’uscita. Moretti, sulla Fiat 128, si limita a tirare il freno a mano e a calcare il freno pedale per mantenere il blocco. Il tentativo di svicolarsi dalla trappola viene ostacolato ancghe dalla casuale presenza di una Mini Minor parcheggiata sul bordo della strada.
Valerio Morucci risolve i problemi con il suo mitra e torna verso la Fiat 130 per uccidere l’appuntato Ricci.
Nel frattempo l’agente Iozzino, sul sedile posteriore destro dell’Alfetta, il meno esposto al fuoco dei brigatisti, scenda dall’auto e risponde al fuoco con la sua Beretta 92, ma viene ucciso da Gallinari e Bonisoli (probabilmente dalla Beretta 51 di quest’ultimo, che aveva sostituito il mitragliatore scarico).
Raffaele Fiore apre subito la portiera posteriore sinistra della Fiat 130 ed estrae l’onorevole Moro dall’auto, lasciando l’impronta della mano sulla portiera. Moro è illeso e non oppone alcuna resistenza a Fiore che, aiutato da Moretti (scedso dalla 128) lo trascina fino alla Fiat 132 Blu guidata da Bruno Seghetti, che nel frattempo si era portato in in retromarcia da Via Stresa a Via Fani.
Fanno sdraiare Moro sui sedili posteriori, coperto da una coperta; Fiore sale anche lui sui sedili posteriori, Moretti sul sedile del passeggero. L’auto parte subito lungo Via Stresa in direzione di Via Trionfale.
Segue la Fiat 128 Bianca di Casimirri e Lojacono, su cui era salito anche Gallinari.
Morucci prende due delle cinque borse di Moro e sale sulla Fiat 128 Blu ferma nella parte bassi di Via Fani, dove erano già in attesa Barbara Balzerani (sui sedili posteriori) e Franco Bonisoli (al posto del passeggero) e segue le altre due auto.
In Via Fani rimangono le due auto del convoglio di scorta a Moro e i cadaveri degli agenti di scorta (resta in vita solo il Brigadiere di Pubblica sicurezza Francesco Zizzi, che è comunque gravemente ferito), ma anche una Fiat 128 familiare con targa del corpo diplomatico CD 19707, abbandonata dai terroristi.
ore 9:03
Il 113 riceve una telefonata anonima riguardo alla sparatoria di Via Fani, e manda quindi la pattuglia del Commissariato di Monte Mario, in sosta in Via Bitossi.
ore 9:05 (Sergio Flamigni, membro della Commissione parlamentare di inchiesta, ritiene errato questa orario e la sposterebbe in avanti di qualche minuto)
Arriva la prima comunicazione degli agenti della pattuglia alla Centrale. Provvedono ad allontanare la folla che si era radunata, ispezionano le auto con i colleghi morenti e raccolgono le prime testimonianze.
Inviare subito le autoambulanze, sono della scorta di Moro e hanno sequestrato l’onorevole
Gli agenti riferiscono che i terroristi si sarebbero allontanati su una Fiat 128 bianca con targa Roma M53995 e diramano l’informazione secondo cui gli attentatori sarebbero stati in 4 e avrebbero indossato divise da poliziotti o da marinai.
ore 9:10
Arrivano anche le volanti Beta 4, Zara, V12 e SM91 grazie ad una seconda telefonata anonima, vengono informate la Questura, la Criminalpol, la Squadra mobile, la DIGOS e il Commissariato di Monte Mario.
Viene comunicato alle volanti di cercare, oltre alla Fiat 128 bianca, anche una Fiat 132 blu targata Roma P79560 e una moto Honda scura.
ore 9:15
La Questura comunica la notizia dell’agguato di via Fani alla centrale operativa della Legione dei carabinieri di Roma.
Alla stessa ora la centrale operativa registra anche la comunicazione telefonica di Pino Rauti che, abitando in via Fani, aveva modo di osservare da una finestra alcune fasi dell’agguato e comunica subito di aver sentito raffiche di mitra, di aver visto due uomini vestiti da ufficiali dell’aeronautica e di averli osservati allontanarsi una Fiat 132 blu.
ore 9:20
Viene informato della situazione il Ministro dell’Interno Francesco Cossiga dal Capo della Polizia Giuseppe Parlato, Giulio Andreotti lo viene a sapere qualche minuto prima. Con il passare dei minuti un numero sempre più elevato di funzionari e dirigenti raggiunge via Fani:
- Generale Pietro Corsini, comandante generale dei carabinieri;
- Giovanni De Matteo, procuratore capo;
- Fernando Masone, capo della squadra mobile;
- Colonnello Enrico Coppola, capo della Legione dei Carabinieri di Roma;
- Generale Giuseppe Siracusano;
- Generale Mario De Sena;
- Domenico Spinella, capo della DIGOS
- De Francesco, questore;
- Luciano Infelisi, procuratore
In Via Fani arriva anche Eleonora Chiavarelli, moglie di Aldo Moro, che viene informata mentre sta tenendo una lezione di catechismo nella Chiesa di San Francesco. Il questore De Francesco cerca di tranquillizzarla affermando che dalla metodica dell’agguato si può ragionevolmente essere sicuri che l’onorevole sia ancora vivo. La moglie di Aldo Moro comincia a manifestare i primi dubbi sulla vicenda.
Ore 9:23
Viene individuata la Fiat 132 targata Roma P79560 dalla polizia, abbandonata dai brigatisti in via Licinio Calvo
Ore 9:24
Viene attivato il primo posto di blocco dalla polizia nei pressi dello svincolo del Grande Raccordo Anulare di via Tiburtina, in un punto molto lontano dalla effettiva direzione seguita dai terroristi per la fuga.
ore 9:25
Un’edizione straordinaria del giornale radio del GR2 fa raggiungere alla notizia il panorama nazionale.
Drammatica notizia che ha dell’incredibile e che, anche se non ha trovato finora una conferma ufficiale, purtroppo sembra vera: il presidente della Democrazia cristiana, on. Aldo Moro, è stato rapito poco fa a Roma da un commando di terroristi. L’inaudito, ripetiamo, incredibile episodio è avvenuto davanti all’abitazione del parlamentare nella zona della Camilluccia.
Vengono approntati posti di blocco in zona via Trionfale-Pineta Sacchetti.
ore 9:31
Anche il GR1 dà la notizia in edizione straordinaria:
Il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro è stato rapito a Roma, stamane, all’uscita della sua abitazione. Gli uomini della scorta colpiti e uccisi, non si sa ancora se tutti, dal fuoco del commando
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.